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Banche
CRACK FINANZIARI!
MA, CHI CONTROLLA LE BANCHE?
450 mila risparmiatori coinvolti nella crisi Argentina, 80 mila in quella di Parmalat, 30 mila in quella di Cirio.
Le risorse dilapidate sono enormi: l'equivalente di una manovra finanziaria e il danno all'economia del Paese ed al risparmio e' enormemente superiore. Diminuisce la fiducia dei risparmiatori nelle societa' finanziarie e nelle banche, si preferisce lasciare i soldi nei conti correnti, infruttiferi, costosi, ma sicuri.
Queste imprese, che sapevano produrre meglio bond falsi rispetto al latte o ai pelati, sono le prime responsabili di queste crisi, ma gravi colpe versano anche sul sistema bancario.
Un sistema evidentemente connivente, che ha scaricato sui risparmiatori finali il marcio degli affari (il pacchetto azionario della Deutsche Bank e' passato dal 5 al 2%).
L'onorevole Tabacci nel corso di un'apposita seduta della Commissione Finanze ha comunicato che l'esposizione delle banche Italiane verso l'Argentina da 265 milioni di Euro e' passata in 3 anni a 63 milioni di Euro. Un'operazione esattamente inversa al collocamento dei titoli "Argentina" fatto dalle banche agli investitori finali.
Profonde sono le storture da sanare nel sistema bancario italiano.
Nelle cause legali la strategia difensiva delle banche e' sempre la stessa: "noi siamo i semplici detentori del deposito titoli dei risparmiatori"; i risparmiatori secondo le banche avrebbero fatto le loro scelte liberamente e consapevoli dei rischi in cui sarebbero incorsi.
Questo dato, per il 99% dei risparmiatori che si rivolti a noi, e' una falsita'.
Le banche hanno giocato una parte fondamentale nel promuovere questi titoli, gli stessi da cui fuggivano.
La nostra esperienza dimostra come molto spesso il questionario della propensione al rischio e' stato fatto firmare in bianco, in alcuni casi non e' stato neppure compilato ed in altri veniva falsificato nel contenuto e nelle firme.
Non mancano i casi in cui le banche non hanno fornito l'informativa sugli investimenti effettuati.
In generale cio' che stride e' la vessatorieta' del sistema, che cambia le condizioni finanziarie senza darne adeguata informazione ai consumatori e trova sempre nuove strategie per annullare la possibilita' di una vera concorrenza.
Tutte le banche si adeguano al sistema lobbystico ed anticoncorrenziale italiano, anche le banche straniere.
Le banche si dicono "semplici detentori del deposito titoli dei risparmiatori", allora si comportino di conseguenza, non diano consigli, non gestiscano portafogli.
Troppa e' la leggerezza con cui i consumatori investono somme anche consistenti. Mancano i dovuti approfondimenti e controlli. Quando acquistiamo un'auto ci informiamo bene, consultiamo riviste, confrontiamo diversi modelli, ci impieghiamo mesi.
Perche' questo non accade con gli investimenti finanziari?
E' mancata e manca una seria consulenza finanziaria.
Le norme che regolano l'operato dei promotori finanziari sono molto rigide, impongono una attenta diversificazione. Se essi avessero operato come hanno agito alcune banche sarebbero stati radiati dall'Albo. Non mi risulta invece che nessuna banca rischi una pari sanzione.
Come si va dal medico per avere un consiglio sulla propria salute, si deve andare dal promotore finanziario per avere una consulenza finanziaria, un esperto che con competenza e professionalita' sa indirizzare ogni risparmiatore verso il proprio interesse. Promotori finanziari liberi ed indipendenti che debbono con adeguate coperture assicurative rispondere anche degli eventuali danni provocati.
Altra enorme stortura del sistema bancario e' quella dei controlli, che non ci sono stati o sono stati del tutto inefficienti o raggirati.
I principali controlli del sistema finanziario sono affidati alla Banca d'Italia.
La Banca D'Italia e' composta dalle banche e dalle assicurazioni.
Come puo' il controllore controllare se stesso?
Un dato curioso tratto dal sito della Banca d'Italia e' che il capitale sociale dell'intero sistema bancario ammonta alla irrisoria cifra di 150 mila euro.
Bisogna puntare alla riforma dell'Istituto, tra i soci debbono esserci anche i risparmiatori, rappresentati dalle associazioni dei consumatori. Il sistema bancario non e' credibile se non dara' precise garanzie ai risparmiatori e non e' sufficiente un fondo di garanzia, se mancano tutte le garanzie di trasparenza e tutela della gestione dei risparmi. E' necessario che il controllore possa svolgere il proprio mestiere e solo la presenza dei risparmiatori all’interno dell'istituto potra' garantire l'efficace esercizio del ruolo di controllo.
Abbiamo bisogno di una riforma capace di restituire alla gente la credibilita' nell’investimento dei propri risparmi, perche' sappiamo bene che non ci potra' essere ripresa economica se non ci sara' il volano finanziario del risparmio diffuso a sostenerla.